VAS Campania Associazione Verdi Ambiente e Società - Sezione Campania - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale


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Parte la campagna di informazione e sensibilizzazione dei Cittadini sulle proposte VAS per Napoli, Città della Biodiversità, Solidale e pacifista.
Inserito il 20/02/2006

Parte la campagna di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini sulle proposte VAS per Napoli, Città della Biodiversità, solidale e pacifista

 

Il piano dei VAS viene inviato, nel rispetto anche della par condicio e noi aggiungiamo della pari attesa di riposta positiva, a tutti i soggetti elettorali della Città.             

 

Le “dodici” proposte del Piano sono però anche il contributo dell’Associazione per un forte impegno, sia durante che dopo le elezioni della società napoletana per la rinascita della Città.

 

Dodici proposte di VAS per Napoli, Città della Biodiversità, Solidale e Pacifista

 

- Necessità di un Bilancio di Consiliatura

- Lettura di VAS del ‘Bilancio di Consiliatura’

- Lettura di VAS del ‘- Bilancio di Consiliatura’

- Un nuovo orizzonte di valori: la cultura della Biodiversità

- Napoli Città Verde

- Napoli Città delle Culture

- Non più periferie: le Città nella Città

- Napoli Città Pacifista e Denuclearizzata

- Acque azzurre, acque libere…

- Napoli liberata da inquinamenti e sprechi energetici

- Una qualità nuova dell’ordinarietà: rifiuti, strade, sottosuolo

- Napoli che lavora

- Napoli Città Sociale e dei Bambini –

 

1)      Necessità di un Bilancio di Consiliatura - Da parte del Sindaco uscente si richiedono “proposte sulle cose da fare per Napoli”, sostituendo il confronto politico con questa scorciatoia che coinvolge alcuni intellettuali, artisti e rappresentanti di associazioni in Forum Tematici di Ascolto.  Viceversa, soprattutto di fronte alla conclusione di una consiliatura giudicata da più parti negativamente o almeno in modo non esaltante, per programmare il futuro, è del tutto evidente la necessità di un onesto bilancio, fatto dal massimo esponente del Governo della Città, cioè dallo stesso Sindaco. Nessuna considerazione è stata fatta in tal senso, ma è venuta fuori la sola richiesta, ai Partiti che sostengono la Giunta, di avere libera scelta per i futuri Assessori, scaricando, implicitamente, limiti e difficoltà avuti, sui componenti della Giunta uscente. Un Bilancio dei risultati della propria Amministrazione, invece, è essenziale per un leale confronto politico con i Cittadini  sul futuro di Napoli.

Ecco perché chiediamo al Sindaco un vero e proprio, articolato, Discorso sullo Stato della Città, sul modello di quello che, ogni anno, ad esempio, viene preparato dal Sindaco di New York e di tante altre metropoli europee. In assenza di tale Bilancio, proponiamo una lettura complessiva dell’ultima Consiliatura, fortemente carente sul piano politico generale, ed in particolare sulla definizione - e del conseguente perseguimento - di Obbiettivi di fondo di Rinascita e Riqualificazione di Napoli. Essa, infatti, è stata incapace di esprimere ideali e valori, ed è stata estremamente debole nel far crescere, o almeno consolidare, la precedente immagine qualificata e in ascesa della Città, a livello nazionale ed internazionale. E’ risultata, infine, insignificante per respiro ed iniziative culturali; distante dai bisogni dei cittadini, soprattutto dei giovani e dei più deboli e bisognosi, spesso incapace di dialogare con loro, di far sentire loro la forte presenza e solidarietà della Città. Sul piano della partecipazione democratica, ed è questa una critica complessiva all’intero Consiglio Comunale, non si è finora neanche approvato il Regolamento di Attuazione del Referendum Popolare previsto dallo Statuto Comunale del 1991 che, se non approvato entro lo scioglimento dell’attuale Consiglio, deve essere uno degli impegni centrali dei primi cento giorni della nuova Consiliatura. A tali negative impressioni - espresse dalla gente, pur nella consapevolezza della difficile e complessa situazione nella quale ha operato questa Amministrazione - bisogna che qualcuno dia una risposta, anziché limitarsi a chiedere proposte.

 

2)      Lettura di VAS del ‘Bilancio di Consiliatura’ Lettura di VAS del ‘Bilancio di Consiliatura’ - All’interno di tale quadro generale vanno collocati: (a) l’attuale grave condizione delle periferie e di gran parte del Centro Storico; (b) la scarsa tutela e promozione dei beni storici e naturali; (c) la diffusa invivibilità di Napoli ed il costante stato di emergenza e di affanno nell’affrontare e nel gestire problemi che dovrebbero invece costituire l’ordinarietà nella vita di una Città “normale”, dalla raccolta e smaltimento dei rifiuti alla mobilità, all’inquinamento dell’aria e dell’etere. Constatiamo anche: (d) l’aggravarsi di questioni ‘storiche’, come il lavoro, la legalità e la microcriminalità; (e) l’ambiguità e la doppiezza su questioni di forte pregnanza sociale e collettiva, quali la gestione e l’uso di beni pubblici (l’acqua, le spiagge, il verde, il patrimonio edilizio comunale); (f) il calo evidente della partecipazione democratica, nella consapevolezza della sua inutilità e per una diffusa sfiducia nelle Istituzioni. Contestualmente notiamo che: (g) netta è stata la chiusura del Governo della città verso la parte della società napoletana che si è mostrata critica, non asservita né funzionale alla sopravvivenza dell’Amministrazione Comunale. Ecco perché, almeno finora, non sono stati richiesti reali momenti di confronto con la stessa Città. Il programma che noi chiediamo deve perciò, innanzitutto, porre in modo chiaro e definito l’orizzonte ideale e culturale verso cui orientare le scelte, piccole o grandi che siano, e cioè quale Città si vuole realizzare e quali sono i passi necessari per la sua realizzazione.

 

3)      Un nuovo orizzonte di valori: la cultura della Biodiversità  - Tale orizzonte per noi di VAS è una Napoli che sappia tutelare la Biodiversità,  nell’accezione globale e complessiva di difesa dei valori della Natura, della Storia, della Cultura, della Pace e della Solidarietà, soprattutto tenendo conto del ruolo centrale di Napoli come riferimento e  scambio per tutto il bacino del Mediterraneo. Questo è possibile se si traccia un profilo reale delle trasformazioni che hanno interessato Napoli nell’ultimo decennio, dal punto di vista demografico, urbanistico, ambientale, economico, sociale e culturale, valutandole alla luce dell’enorme patrimonio di risorse naturali e storiche che questa Città possiede e che deve impegnarsi a salvaguardare e promuovere. Per tracciare quest’analisi, ci sembra essenziale partire dalla consapevolezza che le aree naturali e verdi della Città, soprattutto dal dopoguerra ad oggi, si sono ridotte in maniera esponenziale. E questo, sia per un’inversione di tendenza nella qualità del controllo del fenomeno dell’abusivismo, sia soprattutto per le scelte urbanistiche, per le quali anche i tradizionali riferimenti - come l’INU - risultano inadeguati. Occorre operare, perciò, per realizzare la tutela integrale degli spazi naturali, delle aree verdi ed agricole tuttora presenti, dei giardini e per destinare le aree verdibili e di recupero a tale qualificazione della città.  Non bisogna poi dimenticare che l’Amministrazione Comunale si era impegnata nell’attuazione di un programma che tenesse conto anche della tutela dei diritti degli animali, a partire dalla risoluzione della piaga del randagismo e dalla garanzia di una reale riconversione del vecchio Giardino Zoologico, in nome di tali diritti e non certo per operazioni di restyling dovute più che altro ad esigenze turistico-commerciali. VAS, pertanto, chiede alla nuova Amministrazione Comunale di Napoli di fare passi più concreti e coerenti in tal senso,  verificando l’effettiva riconversione dello Zoo, realizzando presidi e servizi che garantiscano la tutela ed il rispetto degli animali oggi presenti, nell’obiettivo della sua definitiva chiusura, negando, per  tutto il territorio del Comune di Napoli, qualsiasi concessione di esercizio ai Circhi che impiegano  gli animali nei loro spettacoli e  promovendo nelle nuove generazioni tali importanti valori di crescita umana e civile.

 

4)      Napoli Città Verde - Rispetto alla Variante Generale al PRG di Napoli,  in particolare a quella relativa alla Zona Occidentale di recente approvazione, occorre fare un significativo salto di qualità.  Tale scelta deve valere, perciò, sia per il cuore storico della Città sia per sue le aree periferiche. Basti pensare alla tutela e valorizzazione del Parco delle Colline di Napoli che, nonostante la violenta aggressione degli ultimi decenni, resta tuttora ricchissimo di biodiversità, ma per il quale si registrano ancora ambigue dichiarazioni ed  interpretazioni che suscitano aspettative di natura totalmente diversa da una riqualificazione ambientale. Per la Zona Orientale della Città, occorre procedere con la delocalizzazione - sempre annunciata e mai fatta - degli impianti petrolchimici e ad alto rischio, orrenda immagine della città  per chi viene dal Sud.  Per la qualificazione della Zona Occidentale, ineludibili restano: (a) il ripristino della naturalità della linea di costa, con la  rinuncia al porto canale;   (b) la realizzazione del grande Parco Urbano, con la creazione al suo interno del Giardino della Flora Mediterranea e dei Vivai annessi. Queste due scelte, da tempo richieste dal mondo ambientalista e culturale della Città, sono peraltro le condizioni di richiamo per un piano di sviluppo e di lavoro dell’area, basato su attività produttive ecosostenibili: ricerca, vivaismo, turismo, termalismo, commercio. Riproponiamo inoltre quanto da noi gia indicato in “Napoli, Città Verde”, pubblicazione dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, della trasformazione dei tetti dei palazzi in giardini urbani, restituendo bellezza ed ossigeno alla Città, con riduzione dell’entità dell’isola di calore urbana, con risparmio energetico e contributo alla realizzazione del protocollo di Kyoto per la riduzione dell’effetto serra. Una possibile strada per conseguire tale obbiettivo è, ad esempio, deliberare una forte riduzione dell’ICI per gli edifici con tetti a giardino. Chiediamo poi un autentico salto di qualità anche per la tenuta dei giardini pubblici, delle aiuole, dei viali e delle strade alberate e per una loro espansione, laddove sia possibile. In tale contesto chiediamo infine interventi di rinaturalizzazione per aree oggi profondamente degradate, come il vallone S. Rocco, l’alveo del Sebeto, il litorale da Vigliena a Portici.

 

5)      Napoli Città delle Culture - Si avverte fortemente l’assenza di una politica amministrativa volta a  recuperare, tutelare, rendere fruibile l’immensa ricchezza della storia di Napoli e dei suoi beni culturali, capillarmente diffusi nel Centro Storico come negli altri quartieri e nelle periferie, presentando nuove idee ed iniziative in grado di fare di  essa un grande Polo di attrazione internazionale, soprattutto per la sua collocazione nel cuore del Mediterraneo. Si continua invece a vivacchiare su uno stanco Maggio dei Monumenti che, paradossalmente, esprime il dato negativo di una Città che tiene chiusi per 11 mesi molti suoi gioielli, per esporli invece solo in questo mese. I pochi beni recuperati sono poi o chiusi senza funzione, o spesso abbandonati di nuovo e destinati ad un nuovo degrado e sfascio. Ciò evidenzia purtroppo l’incapacità dell’Amministrazione a rapportarsi a soggetti capaci di valorizzarli in funzione culturale, sociale e produttiva nella necessaria compatibilità. Chiediamo, in tal senso, alla nuova Amministrazione di Napoli di affidare in comodato d’uso tali Beni - con l’impegno anche ad un loro recupero - ad Associazioni Ambientaliste, Culturali, Sociali e Produttive, valutandone ovviamente l’affidabilità e la compatibilità con la natura del Bene. Fino ad oggi, di fronte alla loro disponibilità a contribuire con idee e progetti all’individuazione dei problemi e delle cose da fare, è stato risposto che non vi era necessità di collaborazione alcuna perché tutto era chiaro e a Napoli, fatta salva la necessità di più risorse economiche, tutto andava già bene in materia di Beni Culturali! Sul piano delle iniziative internazionali, come specifico contributo della nostra Associazione, riproponiamo anche alla nuova Amministrazione Comunale la grande iniziativa della Festa della Biodiversità, dedicata  al Mediterraneo, per la cui nuova edizione ci avvaliamo dell’esperienza maturata nelle precedenti cinque edizioni, rivelatesi oltremodo positive.

 

1)       Non più periferie: le Città nella Città - A Napoli nei fatti vi sono, più categorie di “periferie”, a cominciare proprio dal dedalo di stradine e di vicoli, periferia delle poche piazze e strade riqualificate del Centro Antico, finora totalmente emarginate ed abbandonate e che  richiamano l’assoluta ed urgente necessità di un grande Piano di risanamento e vivibilità, fondamento essenziale per il recupero integrale del Centro Antico della Città. Non regge più l’immagine di “rinascita” costituita dai percorsi turistici, quando attorno ad essi vive tanto sfascio, degrado, bisogno, ovvia fonte soprattutto di microcriminalità. Vi sono poi i Quartieri Storici, anch’essi con il loro dedalo di stradine e vicoli abbandonati e dimenticati, che complessivamente risentono, ancor di più del Centro antico, l’assenza di una politica per la loro identità, per i loro valori, per la loro vivibilità. Verso di essi necessita un’azione tesa a farli divenire, semplificando con un’immagine, ciò che sono diventati Trastevere e Testaccio per Roma. Vi sono infine le Periferie Territoriali rispetto al Centro Storico. Molte di esse erano una volta borghi, casali o addirittura comuni autonomi, integrati poi nel progetto fascista degli anni ‘20 della grande Napoli, col risultato della perdita della loro identità e dei loro valori, passando da un’autonoma centralità a periferia. La rinascita di tali aree, lo ripetiamo da anni, richiede una vera rivoluzione ideologica istituzionale. Occorre superare l’idea stessa di ‘periferia’ ed operare per renderle città nella grande città che è Napoli: questo significa realizzare eccezionali capacità di autonomia istituzionale per tutti i servizi ed assegnare alle periferie urbane di Napoli una grandissima valenza culturale e primarie funzioni, come quella di ospitare Università, Centri di Ricerca, Centri di scambi commerciali. L’istituzione a Napoli di dieci Municipalità, superando le attuali Circoscrizioni comunali, è un’occasione di grandissima importanza e si rivelerà un banco di prova della volontà di operare un decentramento che realizzi davvero una sussidiarietà orizzontale e verticale ed un autentico sviluppo delle comunità locali, chiamate ad amministrare in prima persona importanti aspetti della loro vita quotidiana.

 

2)      Napoli Città Pacifista e Denuclearizzata - Il movimento ecopacifista, cui VAS appartiene da tempo, persegue tra i suoi obbiettivi fondamentali quello di una Napoli che sia una Città di Pace, smilitarizzata e sicura sul piano del rischio nucleare. Contrariamente a quanto avviene anche per i porti civili degli Stati Uniti, nel Golfo di Napoli, poco a largo del litorale cittadino, sempre più spesso stazionano natanti militari a propulsione nucleare (in particolare, portaerei e sottomarini USA e della NATO). Un incidente - sempre possibile come tante recenti esperienze dimostrano - sarebbe per la nostra Città una catastrofe immane. “Piccoli inconvenienti”, come perdite radioattive o scarichi di scorie, certamente non resi noti, generano un pericoloso ed incontrollato inquinamento del mare, della sua vita e dell’aria. Così come sta avvenendo per la Maddalena, chiediamo che l’Amministrazione Comunale – anche di fronte all’oggettiva assenza di piani di emergenza realistici e resi pubblici dalla Prefettura - apra una vertenza affinché tali natanti a propulsione nucleare non stazionino più nel nostro mare. Stessa richiesta facciamo per l’Aeroporto Militare di Capodichino (che ospita da poco tempo anche il Comando Europeo della Marina Americana) e per la base Nato di Bagnoli (Comando Supremo Alleato per il Sud-Europa), per i quali il regime di segreto militare impedisce tuttora effettive ispezioni, controlli e monitoraggi da parte delle autorità civili. Rispetto all’ Aeroporto Civile di Napoli-Capodichino, a causa dei rischi per la Città - connessi ad un eventuale incidente e per il persistente inquinamento acustico causato -  VAS chiede all’Amministrazione comunale che, così come era indicato nella Variante del PRG poi ambiguamente modificata, sia finalmente attuata la sua chiusura e la destinazione a verde dell’immensa area da esso occupato, tenuto peraltro conto della contestuale realizzazione dell’Aeroporto Internazionale di Grazzanise.

 

3)      Acque azzurre, acque libere… - L’annullamento della delibera di privatizzazione della gestione dell’acqua, ottenuta grazie alla mobilitazione dei Comitati Civici, cui VAS ha attivamente partecipato, è solo un primo passo per la gestione totalmente pubblica della risorsa-acqua. L’impegno programmatico della nuova Amministrazione Comunale deve esplicitare in modo chiaro e trasparente tale scelta. La forte iniziativa e la vittoria dei Comitati Civici, d’altronde, esprime più complessivamente una volontà fortemente diffusa tra i Cittadini di una gestione sociale del bene naturale, nel rispetto dell’interesse collettivo in modo predominante su quello privato.  Ciò non è avvenuto a Napoli, come peraltro altrove, per le spiagge ed i litorali concessi ai privati (come da quasi quindici anni denunciamo con la nostra Campagna Nazionale “Diritti del Mare, Diritti al Mare”). Una risorsa fondamentale, questa, innanzitutto da tutelare come bene in sé e che, per la sua corretta e compatibile fruizione, deve appartenere liberamente a tutti. I privati possono certamente avere in concessione uno spazio, erogandovi dei servizi, ma ciò non deve limitare il diritto naturale dei cittadini. Chiediamo perciò che nel Programma elettorale venga posta la scelta di un “Piano di Spiaggia” per il litorale Napoletano che vada in tale direzione, garantendo, per la prima fase della sua attuazione, almeno il 60% di uso totalmente pubblico.

 

4)      Napoli liberata da inquinamenti e sprechi energetici - Ciò non è avvenuto neppure per l’etere (lo spazio fisico in cui viviamo), laddove gli interessi delle società della telefonia mobile e dei grandi ripetitori di onde elettromagnetiche, civili e militari, sono risultati prevalenti sulla tutela della salute pubblica. Una svolta effettiva in materia di tutela dei Cittadini dall’inquinamento elettromagnetico, anche aprendo una vertenza col Governo nazionale, è per VAS un punto importante del programma per Napoli. Stessa cosa si chiede per l’inquinamento atmosferico,  monitorato in modo insufficiente e contrastato in maniera inadeguata, senza cioè operare scelte strategiche, che assegnino al trasporto pubblico, collettivo e meno inquinante possibile il ruolo centrale per la mobilità cittadina, garantendo anche una chiara convenienza individuale di tali servizi, per costo, velocità e comodità. Debole, se non totalmente assente  è stata poi l’azione della tutela della salute rispetto a sostanze fortemente pericolose quali l’amianto, che continua ad essere fortemente diffusa nella Città, a partire dalla nostra richiesta dello smantellamento delle ricoperture dei tetti e delle canne fumarie. Un piano serio di de-amiantizzazione, pertanto, risulta una scelta essenziale nel Programma dell’Amministrazione.  Un’ultima notazione, in materia ambientale, non può non riguardare una maggiore attenzione del Comune – congiuntamente alla Provincia ed alla Regione – nei confronti di un piano energetico alternativo, che scoraggi sprechi e cattive gestioni delle risorse attuali e promuova al massimo fonti energetiche naturali, rinnovabili e non inquinanti, come ad es. quella solare, e l’impiego di ogni tecnologia a basso consumo, attuando nel contempo tutte  le procedure di bioarchitettura che ottimizzino le condizioni degli edifici e riducano al minimo le dispersioni di calore.

 

5)      Una qualità nuova dell’ordinarietà: rifiuti, strade, sottosuolo  -  Nella gestione della Città, il perseguimento di una nuova e migliore qualità dell’ordinarietà quotidiana è la condizione fondamentale per la credibilità e la realizzabilità di ogni nuova progettualità. Purtroppo, essa è stata finora fortemente carente, con un’accentuata tendenza al peggioramento. Dopo alcuni segnali positivi, la raccolta differenziata dei rifiuti - scelta strategica fondamentale per la tutela dell’ambiente e per la salvaguardia delle risorse naturali ed immagine di efficienza e decoro di tante città piccole e grandi - a Napoli è stata in gran parte abbandonata. Ciò ha lasciato deluse le tante persone che credevano in questa svolta. Appare perciò paradossale che, tra i Cento Intellettuali che sostengono la candidatura dell’attuale Sindaco, si registri il nome del Presidente dell’ASIA il quale, anziché spiegare ai cittadini perché è venuta meno la raccolta differenziata in città, dichiara di stare ad ascoltarli!  VAS ha più volte lanciato la Campagna “Napoli Città Pulita” ma purtroppo, tranne sporadici casi, ha riscontrato risposte insufficienti ed atteggiamenti contraddittori. Chiediamo di conoscere quali strade nuove s’intende percorrere per garantire un servizio efficiente e diffuso di raccolta differenziata e di smaltimento dei RSU, con l’obiettivo di realizzare davvero una “Napoli Città Pulita”. In una condizione di generale degrado e  di pericolosità diffusa, moltissime sono state le ripetizioni degli interventi o nuovi arrangiamenti  per la riparazione di marciapiedi,  strade e piazze, che a volte ha anche portato a casi di orrendo abbruttimento dei luoghi. Chiediamo all’Amministrazione quale piano di seria ed efficace manutenzione stradale intenda attuare, affinché tutto questo non si verifichi più e perché Napoli rientri nella normalità delle città italiane. Una normalità che richiamiamo per la pulizia delle colatoie, per le fogne, per eliminare acquitrini e laghetti, e soprattutto per la tutela del sottosuolo, alla primaria attenzione di tutti al verificarsi di dissesti e poi subito dimenticato.

 

6)      Napoli che lavora - L’Amministrazione Comunale non  può certo dare risposta complessivamente e direttamente al problema del lavoro a Napoli, ma non  può neanche minimamente estraniarsi da esso, richiamandolo per giustificare impotenza rispetto alla Napoli malavitosa e delittuosa. Per noi il percorso delle grandi prospettive di Napoli e delle risposte ai suoi problemi, sia generali sia particolari, è quello per il lavoro a Napoli, nella convinzione che esso costituisca anche fonte di accrescimento dei valori naturalistici, storici, culturali, oltre che fonte di concreto benessere e realizzazione della stessa solidarietà sociale. All’Amministrazione Comunale chiediamo di diventare un riferimento fondamentale per un tale Piano del Lavoro, di svolgere un ruolo di interlocuzione , se necessario di dura lotta, con le altre Istituzioni pubbliche , Nazionali ed Europee, in collaborazione con le Università ed i Centri di Ricerca presenti sul territorio e con gli stessi soggetti privati che risultino puliti ed affidabili. Chiediamo perciò anche che annualmente l’Amministrazione Comunale tenga una Conferenza Cittadina di rilievo nazionale sul Lavoro e l’Occupazione a Napoli, non certo come propagandistica passerella, bensì come concreta verifica sulle cose fatte e da fare. Per la credibilità di ciò che si vuole indicare e chiedere agli altri, fondamentale risulta la coerenza del proprio agire. Ecco perché noi di VAS chiediamo alla stessa Amministrazione Comunale, il superamento di ogni forma di precariato presente nel Comune di Napoli e l’impiego di esso in attività permanenti di qualificazione della Città.

 

7)      Napoli Città Sociale e dei Bambini - Tutti i bambini che nascono a Napoli sono i “Figli di Napoli”, della sua realtà di oggi: Uguali, da Amare e da coltivare come il Futuro della Città, da festeggiare con un albero, piantato per la gioia della loro nascita. L’Amministrazione Comunale deve porre al primo punto del suo impegno il Futuro dei Bambini: più sono deboli, più sono a rischio, tanto più devono stare al centro della sua attenzione, della sua progettualità, della sua iniziativa. Una città più rispettosa dell’ambiente è anche una città più a misura di bambino, più accogliente, giusta e solidale. Ecco perché, in nome di quella ecologia sociale che ci caratterizza da sempre, chiediamo alla nuova Amministrazione Cittadina di perseguire un modello di sviluppo che punti alla prevenzione del disagio e dell’emarginazione e che sappia contrastare ogni forma di esclusione e di marginalità sociale. Bisogna creare nella Città – ed in particolare nelle singole Municipalità - una miriade di luoghi sociali, attraverso i quali promuovere  l’interesse, la partecipazione ed il protagonismo dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti. Occorre, per questo, valorizzare non solo la scuola, ma anche tutte le altre agenzie educative e di promozione sociale del tempo libero, per diffondere tra i giovani la pratica quotidiana di valori positivi: la Natura, la Cultura, le Tradizioni, lo Sport, la Solidarietà, la Pace e la Nonviolenza, intesa più in generale come soluzione alternativa dei conflitti. La nuova Amministrazione, pertanto, dovrà valorizzare appieno importanti e radicate esperienze socio-educative, moltiplicarle sul territorio, dare ad esse mezzi e risorse, così da realizzare il progetto di una Napoli che diventi davvero “Città Sociale”. Napoli - Città dei Bambini, quindi, è per noi la via principale da percorrere per un futuro di Non Violenza della Città.

 

 




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