Spett.le Associazione onlus VAS
vesuviano,
Scrivo oggi con la preghiera di
pubblicare questa lettera perché voglio denunciare un episodio che mi auguro
non si ripeta.
Abito alle falde del Vesuvio e ho
la fortuna di avere un pò di spazio sotto la mia
casa.
Circa quattro anni fa raccolsi un
cucciolo meticcio, impaurito e magro. Decisi insieme
ai miei familiari di prendercene cura.
Siccome ritengo che tutti abbiano bisogno di gestire
al meglio i propri spazi, anche gli animali, preferii non rinchiuderlo in casa
ma lasciarlo nello spazio sottostante al mio palazzo, ovviamente attrezzandolo
perché il cucciolo trovasse riparo in modo utile e adeguato. L’ho vaccinato,
dichiarato all’ASL, da subito molto curato. Il nostro SBIRULONE, questo era e resterà il suo nome…!
Nel corso di questi anni quel
cane ha ricambiato con un amore incondizionato e con una dedizione totale.
Anche se di taglia medio-grande, (il veterinario
aveva detto che forse era figlio di un incrocio tra un
pastore tedesco e un pitbull), non aveva assolutamente
un aspetto inquietante, anzi chiunque lo vedesse capiva che era un gran tenerone.
Ebbene
pochi giorni fa è morto, lasciando un vuoto che nessuno è riuscito finora a
colmare. E fin qui parrebbe niente di così eclatante.
Il problema è che il mio cane è
stato ucciso, da ignoti, con un colpo di arma da
fuoco; ritrovato a qualche isolato di distanza da casa. E’ successo nella notte tra il 2
e il 3 gennaio scorso. Chi l’ha fatto gli ha anche strappato e portato via il collare, che non è
stato più ritrovato. Un atto ancora più ignobile.
Aldilà del dolore che provo
questo è un problema di ordine pubblico che non
bisognerebbe tralasciare. Nessuno mi ripagherà più della perdita che ho subito,
e chi ha un animale può capire. Ma certo “sogno” che
sia fatta luce su questo episodio per individuare il
responsabile e sanzionarlo a norma di legge. Ciò non mi restituirà la gioia di
stare con il mio carissimo
amico, ma quanto meno potrà onorarne la memoria e proteggere
altri probabili vittime. So anche però che se non sarà fatta giustizia su
questa terra provvederà il buon Dio a dare la dovuta pena all’autore di questo
efferato gesto. Perché come diceva mia nonna “nuje ccà simmo ‘e passaggio; ma Ddio ce guarda, vede ‘e provvede”.
Per onore alla sua memoria e
perché si sappia di questo “atroce” gesto compiuto per mano di un uomo (che a nessun
titolo può decidere della vita di un’altra creatura), io scrivo e forte denuncio l’accaduto.
Un cittadino ercolanese