Comunicato Stampa
Nisida e gli altri beni
culturali ed ambientali pubblici della Campania e Nazionali: con un colpo di mano sfuggito a tutti, la
vigilia di Natale è stato approvato un articoletto, il n.7, nel decreto legge
n. 282 del 2002 (G.U. n.301 del 24/12/2002) che dà via libera ed accelerata
alla loro vendita.
E’ un fatto di estrema gravità e preoccupazione, in profondo
contrasto con quanto era stato assicurato dagli stessi Ministri Urbani e
Tremonti. E’ assurdo volere far fronte a “le sanzioni da parte dell’Unione
Europea”, così come motivato nel Decreto Legge, vendendo l’incommensurabile Patrimonio
ambientale e culturale del Paese.
Per la Campania nell’elenco alienabile, come noto, stanno
autentici gioielli che devono restare patrimonio pubblico: Nisida, parte del
Bosco di Capodimonte, la Certosa di S.Martino, Palazzo Bagnara, la Reggia di Caserta, Villa Jovis a Capri, la
Certosa di Padula. Per molti di essi già sono noti gli obbiettivi speculativi.
I VAS, tramite i Coordinatori
Regionale e di Napoli, Antonio D’Acunto ed Ermes Ferraro, chiedono a tutti i Parlamentari Campani, purtroppo
disattenti rispetto alla emanazione del
Decreto Legge, di intervenire rispetto al Governo perché venga modificato il
Decreto legge.
I VAS chiedono
anche alla Regione ed alle Istituzioni locali oltre ad attivare una forte
iniziativa politico-istituzionale contro il Decreto, anche l’approvazione e la
predisposizione di apposito piano economico finanziario per affrontare la gravissima emergenza conseguente al
Decreto Legge.
Napoli, 14
Febbraio 2003
Ufficio Stampa
VAS