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“C’è del marcio in… Norvegia”
Inserito il 08/10/2004

L’orrore invade anche la “civile” Norvegia

“C’è del marcio in… Norvegia”

 

 

Nessuno di noi ha dimenticato quello che è accaduto nei mesi di Febbraio, Marzo, Aprile e Maggio scorsi in Canada e in altri paesi dell’emisfero nord. Nessuno di noi ha potuto cancellare le immagini delle foche uccise a colpi di mazza ferrata e successivamente scuoiate vive.

Tutti noi ce la siamo presi con il Canada. E ci siamo dimenticati di altri paesi come la Norvegia che, anch’essa, ha aumentato la quota di animali cacciabili da 1200 esemplari annui a 2100. La scusa, stupida quanto mai, è sempre la stessa: la caccia alle foche è giustificata dall’impoverimento della fauna ittica, impoverimento che  determinerebbe un calo per la “produzione” di pesce, oltre che un pericolo per l’ambiente…

Quanto amore, quale spirito ambientalista… Peccato che una correlazione tra la popolazione di foche e quella della fauna ittica non sia stata mai dimostrata scientificamente. E comunque forse i signori politici norvegesi hanno dimenticato questi nobili sentimenti e hanno autorizzato la caccia alle foche quale “nuovo sport estremo”, una sorta di safari tra i ghiacci polari con tanto di pacchetti ricchi di “offerte” assolutamente (a loro dire) convenienti.

Queste le offerte:

170 € per un giorno di caccia con l’assicurazione di uccidere almeno due cuccioli di foca.

Ma se qualche orribile sadico volesse spendere qualcosina in più può investire 985 € per quattro giorni, inclusivi di vitto, alloggio, due cuccioli di foca, taglio e conservazione delle carcasse uccise…

E non finisce qui; “Vogliamo attrarre persone interessate alla caccia, non persone che vengono soltanto per sparare ad un animale. La tradizione qui in Norvegia è che noi uccidiamo la foca per mangiare, per noi è cibo”… Stupendo esempio di “non-sense” oratorio, se consideriamo che a pronunciare queste parole è Kjetil Kristoffersen, direttore dell’Agenzia Turistica “Polar Events”: e che c’entra un’agenzia turistica con la conservazione della tradizione? Che c’entra il guadagno economico con la tradizione di cacciare e cibarsi della carne degli esemplari cacciati? Che c’entra la “Polar Events” con la preservazione di contenuti culturali, di esigenze di esistenza, di protezione delle tradizioni? Non credo lo sapremo mai…

Per fortuna, un po’ di buon senso sembra aleggiare anche in quel paese. Purtroppo però solo da parte degli ambientalisti. Rasmus Hansson, Presidente di WWF Norvegia, ha dichiarato: “E’ veramente ridicolo dover importare mano d’opera sotto forma di turisti cacciatori per fare un lavoro che gli stessi pescatori norvegesi non hanno più voglia di fare”. Truls Galowsen, responsabile di Greenpeace, ha aggiunto “Sarà proprio la caccia alle foche a danneggiarci, terrorizzando il turismo straniero e creando una immagine negativa della Norvegia; già il governo di Oslo non gode di buona reputazione per la caccia alle balene con gli arpioni; ora rischia di inimicarsi del tutto l’opinione pubblica mondiale che ancora ricorda le immagini sconvolgenti e cruente delle stragi di foche neonate”.

Inoltre, il 6 Ottobre, il Consiglio d’Europa ha tenuto un’audizione presso la Commissione Ambiente, Agricoltura e Affari Regionali del Consiglio d’Europa con Michele Grinsanti, direttore della LAV, per preparare il voto su una Risoluzione di condanna della caccia. La nostra speranza è che dopo il bando degli Stati Uniti, la Risoluzione approvata nell’Aprile scorso dalla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati Italiana e la Mozione per una Raccomandazione che impegni il Consiglio dei Ministri della UE a proibire il commercio di prodotti di foca e i Parlamenti degli Stati membri ad esercitare pressioni sui Governi che autorizzano la caccia, approvata dal Parlamento Europeo, si arrivi ad una legge che impedisca, almeno in Europa, la caccia ed il commercio dei prodotti derivati dalle carcasse di questi poveri animali.

Come possiamo mai definirci un continente civile se poi permettiamo e addirittura autorizziamo tali assurdità…?

 

 

 

                                                                                                                      Alberto Bonavita

                                                                                                          O.d.C. presso VAS Campania

Per maggiori informazioni vedi anche:

www.animalienimali.it




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