Centro antico: dossier sulla
raccolta differenziata
La città di Napoli è uno dei fanalini di coda
per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Nel centro antico è
praticamente inesistente, e cumuli di
immondizia sono presenti ad ogni angolo,
sebbene il centro suddetto sia “Patrimonio dell’Umanità” e meta di un
turismo sempre più consistente per la presenza appunto del suo grande
patrimonio storico-artistico.
E’ vero che gli
abitanti del centro antico sono, tra l’altro, allergici alla raccolta
differenziata e, sebbene oppressi dal problema annoso delle discariche piene e
degli inceneritori, abituarsi a fare questa piccola operazione di separare
“l’umido” dalla carta, vetro, plastica, rifiuti pericolosi eccetera, è per loro
una fatica e spesso rappresenta un’operazione di cui non capiscono l’utilità e
la convenienza. Tutto si butta nel cassonetto o, in mancanza di questo a
portata di mano, nell’angolo della strada, magari davanti ad un monumento
patrimonio dell’umanità, quale il santuario di Purgatorio ad Arco in via
Tribunali.
E’ vero, dicevamo,
che a monte la responsabilità è nell’incuria cronica del popolo napoletano, ma
esiste altresì una responsabilità non trascurabile delle istituzioni. Nel
centro antico abbiamo preso come riferimento il quartiere S. Lorenzo e censito
strada per strada gli eco punti, cioè i posti adibiti dall’Asia per la raccolta
differenziata. Ebbene, in tutto il quartiere, notoriamente molto popoloso ed
esteso, i punti suddetti si possono ormai contare sulle dita.
In mancanza di eco
punti (tolti o mai messi), il cittadino allergico butta nel casssonetto “solo
sacco nero” sia il sacco nero che cartoni, plastica, legno, vetro, materiale
ingombrante eccetera. Coloro invece (pochissimi) che vogliono differenziare,
pongono il sacco viola vicino al suddetto cassonetto. L’operatore ecologico che
passa raccoglierà il tutto e butterà indifferentemente nel camion
dell’immondizia. Da qualche tempo inoltre è entrato in azione il povero cristo
che razzola tra i rifiuti e dopo aver aperto il sacco viola e scelto ciò che
interessa, lascia tutto il resto sparso intorno.
Allora, se è vero
che il 70% dei rifiuti urbani può essere
riciclato, si risolverebbe a monte con la raccolta differenziata
l’annoso problema dei rifiuti urbani, rappresentato dalle discariche e dagli
inceneritori che nessuno, giustamente, vuole sul proprio territorio ( vedi
Acerra). Con un’efficiente rete di raccolta cittadina si risolverebbe invece,
senza abusare “dell’ospitalità dei centri della provincia”, quello “smaltimento
dei rifiuti moderno, efficiente ed ecosostenibile”, auspicato nell’appello dei
60 sindaci del Napoletano. Infatti, come suggerisce il buon senso, prevenire è
sempre meglio che curare. E’ dunque più conveniente ed intelligente evitare di
inquinare fin dall’inizio, piuttosto che trovarsi a ripulire alla fine del
processo.
Allo stato attuale
la soluzione del problema richiede sia una organizzazione tecnologica più
razionale dell’ente, sia una educazione ad una pubblica coscienza degli utenti.
Situazione eco punti aggiornata al 10 febb. 2003
Gli eco punti sono spariti quasi del tutto nelle vie e
vicoli (popolari) del centro antico. Solamente in alcune strade più larghe e di
maggior traffico (via Duomo, via Costantinopoli, via Carbonara) alcuni di questi si conservano ancora,
sebbene pochissimo utilizzati.
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via del Sole, angolo pz. Miraglia (foto)
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Largo Proprio D’Avellino
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Via Duomo, n.civ. 182, 202, 223, 244, angolo via Settembrini.
+ due campane
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Pz. Errico de Nicola, lato Tribunale, + campana
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Pz. “ “ , lato Porta Capuana
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Pz. Bellini, + campana
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Via Costantinopoli, 5 eco punti pochissimo utilizzati: si
preferisce cassonetti
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Largo Madonna delle Grazie, lato Incurabili, chiuso da la
presenza di macchine in posteggio
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Via Maria Longo, ingresso Incurabili
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Via Settembrini, angolo Loffredo
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Via Carbonara, 4 eco punti:davanti chiesa + campana, davanti
benzinaio, n.c. 87 e 93
Chiediamo :
alla ASIA – porre un cassonetto per raccolta differenziata
accanto a quello per sacco nero,
oppure raccolta casa per casa anche nel centro antico
Comune – Controllo da parte dei vigili (o poliziotti di
quartiere?) dove si perpetua l’abuso e
multare.
Inoltre: campagna di sensibilizzazione continua su
l’importanza e l’utilità della raccolta differenziata, anche contro
l’inquinamento (vedi diossina nel latte).